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Sera

Sera Avevamo un gran desiderio di avere un gatto, in particolare un gatto bianco e nero, ma considerato che si trattava di esseri magici ci sembrava corretto aspettare che se ne manifestasse uno per l’appunto in modo magico. Infatti, dopo qualche tempo, una bella sera di maggio eccoti arrivare una gatta tricolore bianca nera ed arancione con un faccino bello tondo e dall’aria decisamente selvatica. Quando una casa sta su una collina remota e ben lontana da altre abitazioni, come succede alla nostra, non è dato di sapere da dove arrivi una gatta esploratrice cha all’improvviso compare dal nulla. Ci sembrava però un modo di manifestarsi sufficientemente magico, e perciò decidemmo di adottarla –o meglio, come si sa, di farci adottare da lei. Veniva sempre di sera, mangiava dalla ciotolina per lei preparata e stava un po’ nei dintorni, senza alcun tentativo da parte nostra di accarezzarla o di intrudere nella sua sfera. Poi se ne andava, per tornare la sera dopo: ...

Penna d'aquila.

Penna d’aquila.                   Se c’è una cosa di cui uno studente della Medicina nativa americana non può assolutamente fare a meno, sono le penne d’aquila. Ora, le penne d’aquila essendo quasi sempre collocate sulle aquile, non sono facilissime da trovare: perciò appena   un convinto ed entusiasta ricercatore dello spirito avverte la possibilità di avvicinare l’elegante animale, potete star sicuri che farà di tutto per riuscirci.          Le penne di diversi uccelli sono molto apprezzate nella cultura indiana: ci sono penne che, conservate nel tabacco –che tiene lontani gli insettini che le tarlerebbero tutte- ed avvolte in un panno rosso –che è il colore tradizionale che piace alle penne- sono state tramandate per generazioni da sciamana/o a sciamano/a. Come i cristalli di quarzo, anche la penna d’aquila serve ad orientare i flussi delle ene...

Penelope

Penelope.          Una ragnetta di notevoli dimensioni tesse la sua tela tutte le notti proprio davanti a casa, in uno spazio da cui non posso più transitare se non distruggendo il suo capolavoro, territorio che dunque aggiro per rispetto del suo lavoro e della sua arte.   Devo dire che Penelope compie un lavoro molto complesso, da ingegnera creativa e patentata. Per prima cosa deve tendere gli assi portanti della struttura, quelli verticali a cui si aggrapperanno i numerosi raggi della ragnatela, e per farlo deve avere una cognizione assai precisa degli elementi che –immensi e lontanissimi dal suo punto di vista- costituiscono l’ambiente: rametti, steli di erbe, il bambù arcuato a sostegno del glicine.   La ragnetta fissa per primo un bel filo in alto e laterale, a circa due metri d’altezza, sul glicine; poi si lascia cadere a terra per andare svelta svelta, tirandosi dietro il filo, ad arrampicarsi sul pino mu...

Pecore

Pecore.                   Ero convinto che la mia esperienza di pastore si sarebbe tradotta in una serie di idilliache passeggiate con le amate pecorelle e poetiche escursioni collinari i cui protagonisti avrebbero svolto i rispettivi ruoli con amore e senso artistico innati: loro belle e bianche, soffici batuffoli che si stagliano sul verde dei prati, iconografici simboli di pacifica convivenza, ed io novello pastorello dotato di flauto, bucolicamente   titireggiante sotto una frondosa quercia (faggi qui non ce ne sono). Non fu così.          Quei diffidenti animali non erano affatto bianchi –tranne che per brevissimi periodi dell’anno e solo se osservati da lontano- anzi, erano parecchio sporchi. Inoltre, l’estinzione del lupo, invece di generare uno stato di sana e grata fiducia nel destino e nel pastorello loro custode sembrava av...

Pappagallini: The Budgerigar Society

Budgerigar Society.                   Fra i vari animali che ho allevato in vita mia –intendo, allevati professionalmente, per trarci un guadagno- quelli meno usuali sono stati i pappagallini ondulati, quelli piccolini verdi o azzurri. L’idea era venuta dalle conversazioni con un amico, Romano, che gestendo da vari anni un negozio di animali mi informò del fatto che un negozio come il suo vendeva da cinque a dieci pappagallini al giorno, e che era praticamente impossibile trovarli in Italia. I poveri pennuti arrivavano per la maggior parte in aereo dal Giappone a gruppi di cinquanta o sessanta, chiusi in scatole quasi piatte dotate di reticella per respirare, con due spugnette imbevute d’acqua per non morire di sete. In viaggio potevano resistere per tre giorni, poi morivano. Ne morivano tanti, e quelli che arrivavano vivi dovevano appena essere rimessi in forma.   ...

Logan, cavallo irlandese.

Logan.                   Era un cavallo irlandese, grande, grosso e nero. Logan era il signore incontrastato di circa un ettaro di verde brughiera d’Irlanda, nel sud-ovest dell’isola. L’appezzamento era recintato, ma il recinto quasi non si vedeva, e lui sembrava libero.   Custodiva il territorio intorno alla casa di Roy, un nostro amico che non ci stava quasi mai, essendo quel luogo un suo buen retiro raramente utilizzato.   Quando arrivammo con le macchine, una sera di agosto, era ormai buio pesto ed eravamo stanchi e provati da svariate ore di guida sulle famigerate stradine irlandesi tutte curve ed affiancate da incessanti siepi che impediscono ogni visuale laterale.         Appena sceso dall’auto e stiracchiato nel buio più profondo mi accorsi che alle mie spalle si era materializzata un’entità colossale ed invisibile, ben più al...

La notte dell'orso

La notte dell’orso. California del Nord,   Bell Spring Road, un ranch sperduto fra le alte colline a quattro ore da San Francisco, sulla destra della 101. Nella notte profonda uno sparo improvviso ammutolisce civette e gatti selvatici, echeggia nella valle per disperdersi nella lieve nebbia sospesa fra querce ed abeti. Da parecchi anni Eagle si era trasferita nella sua capanna di legno sotto l’immenso abete Douglas alla curva della pista verso la Delicate Lodge. Per arrivarci si passava davanti al recinto dei lama, dove due femmine pascolavano insieme ad un piccolo di un paio di mesi ed un grande maschio. Varie altre baite erano dislocate in giro per il bosco, tutte a ragionevole distanza dalla casa madre che ospitava gli spazi comuni come la libreria, lo studio di Capo Wolf, varie postazioni individuali dove alcuni di noi tenevano computers ed altri aggeggi, il grande schermo televisivo e, presenza più importante di tutte, la m...